L'ACQUA

 

CartolinaPeioFonti1Elemento caratterizzante del nostro paesaggio, con i ghiacciai delle alte cime, i torrenti impetuosi, i suggestivi laghetti alpini e le acque minerali dai poteri curativi. Una ricchezza naturale che fin dall'antichità gli abitanti della valle hanno cercato di utilizzare nel migliore dei modi: dai mulini, alle segherie, alle fontane, ai minuscoli canali per l'irrigazione dei campi, per finire con i grandi bacini idroelettrici.

 

Sulla ricchezza delle acque in Val di Peio, e in particolare sulle proprietà medicinali delle Acidule di Peio, troviamo le prime testimonianze storiche a partire dal XVI secolo, quando vengono menzionate l’acqua minerale e i bagni de Pej; a partire dal secolo successivo si moltiplicano le monografie e gli studi medico-scientifici dedicati alle virtù curative delle sorgenti minerali. Verso la fine dell'Ottocento inizia l’imbottigliamento e la diffusione dell’acqua di Peio nelle farmacie dell’Impero ed anche in quelle al di là del Tonale, in Lombardia e a Brescia. Le piccole bottiglie verdognole, marchiate col nome Peio, iniziano il loro pellegrinaggio salutare per l’Italia e l’Europa, richieste da un pubblico esigente e sofisticato in linea con la scienza e con la moda.
I primi anni 50 vedono la nascita di una importante risorsa per l'economia della valle: lo stabilimento di imbottigliamento della IdroPejo, fondata da Ettore Colombo, imprenditore di Brescia. La produzione di acqua minerale e bibite inizia nel marzo del 1951; la prima acqua ad essere imbottigliata è la “medio minerale bicarbonata” proveniente dall'Antica Fonte, sostituita nel 1952 dall'acqua oligominerale della Fonte Alpina, utilizzata tutt'oggi.
A partire dagli anni venti del secolo scorso inizia la cosiddetta “Epopea Idroelettrica” che vede gli abitanti della valle, ma non solo, impegnati nella realizzazione di bacini artificiali e opere di presa per lo sfruttamento dell’energia idroelettrica. In particolare, in Val di Peio, i lavori iniziano nel primo dopoguerra con la costruzione delle centrali di Cogolo e Malga Mare alimentate inizialmente dal bacino del Careser, al quale si aggiunse, alla fine degli anni cinquanta, la diga di Pian Palù. L'arrivo di maestranze da tutto il Nord Italia, per dare avvio ai vari cantieri sparsi sul territorio, rappresenta una piccola rivoluzione per la valle che di colpo si trova proiettata in una nuova realtà economica e sociale. Oltre alle opere più importanti quasi ogni angolo del territorio è interessato dai lavori: dalle prese minori, alla costruzione di nuove strade, alle funivie di servizio per i cantieri in quota.

 

 

Bacino_Malgamare1Centrale di Malga Mare:
Costruita tra la fine degli anni venti e la metà degli anni trenta del secolo scorso ad opera della SGET (Società Generale Elettrica Trentina) è un impianto telecomandato alimentato dal serbatoio del Careser. Sulla parete libera dell'ampia sala macchine un affresco d'epoca illustra i bacini dell'asta del Noce, alcuni dei quali mai realizzati. Il canale di scarico confluisce nella vasca di Malga Mare, da dove l’acqua viene attinta per l’impianto di Cogolo.


Careser_da3009Diga del Careser (2.600 m s.l.m.):
E' di tipo a gravità massiccia in calcestruzzo, con una capacità utile di oltre 15 milioni di mc; è stata costruita tra il 1930 ed il 1934. Nel bacino confluiscono, oltre alle acque della Vedretta del Careser, quelle del Lago delle Marmotte, del Lago Lungo e del Lago Nero. Affascinante per la maestosità del paesaggio alpino e per la ricchezza di acque è l’itinerario escursionistico noto come giro dei laghi, che partendo dalla Centrale di Malga Mare sale al rifugio Larcher, tocca i tre laghi menzionati, percorre il coronamento della diga e ridiscende verso Malga Mare passando nelle vicinanze del suggestivo laghetto della Lama.


CentralePont_RCentrale di Cogolo:
Costruita negli anni 1926 – 1929, è un pregevole esempio di architettura industriale con grandi travature in legno, balconi e ampie superfici vetrate che la rendono più simile ad un albergo alpino. Impreziosita internamente da originali decorazioni artistiche, è stata scelta come set per spot pubblicitari e viene periodicamente aperta al pubblico per visite guidate.


Rio_MalgaMonteDiga di Pian Palù (1.780 m s.l.m.):

Progettata dall’ing. Claudio Marcello è del tipo a gravità a scogliera in blocchi di calcestruzzo ed è stata costruita tra il 1948 e il 1959 dalla Società Edisonvolta. L'opera doveva essere realizzata in concomitanza se non addirittura precedentemente alla diga del Careser, ma problematiche di natura geologica ne hanno fatto slittare la costruzione di quasi vent'anni. È alimentata dalle acque del Noce di Val del Monte che nasce dal Corno dei Tre Signori (3.360 m s.l.m.).  La capacità utile è di oltre 15 milioni di mc.

 

 

 


JINGLE ACQUA PEIO

Disco_Canzone

 

Pejo! Pejo! Pejo!

Bevi, bevi amico mio
bevi tu che bevo anch'io,
ma credi a me:
non puoi ber de meio che una bottiglia d'Acqua Pejo!

Bevi, bevi è il mio motto
aranciata oppur chinotto,
ma credi a me:
se vuoi ber le meio bevile solo in Acqua Pejo!

Fa bene al fegato, all'intestino
gradevolissimo è il saporino
puoi berla a tavola oppure al bar
puoi berla sempre quando ti par

Bevi, bevi amico mio
bevi tu che bevo anch'io,
ma credi a me:
non puoi ber de meio che una bottiglia d'Acqua Pejo!

Bevete solo Acqua Pejo!

Bevete sempre Acqua Pejo!

Fa bene al fegato, all'intestino
gradevolissimo è il saporino
puoi berla a tavola oppure al bar
puoi berla sempre quando ti par

Bevi, bevi amico mio
bevi tu che bevo anch'io,
ma credi a me:
non puoi ber de meio che una bottiglia d'Acqua Pejo!

… che una bottiglia d'Acqua Pejo!
… che una bottiglia d'Acqua Pejo!

… Pejo! Pejo!

 

 


L’ACQUA